I saluti di Reina e il ritorno di Pepito Rossi

Il mostro
Dicono in giro che abbia una faccia inquietante, senza occhi. Qualcuno lo ha visto camminare storto, con la schiena deforme. Al posto delle parole si esprime rabbioso con un latrato. Sputa sui muri e perseguita le vecchie. Non ha rispetto neanche dei bambini a cui riserva spesso parolacce. Non c’è nessuno al mondo, ripetono diffusamente ormai tutte le persone, peggiore di lui. Che cosa ne abbia reso questa fama così orribile non è ben chiaro. Si sa soltanto che si chiama arbitro e che talvolta si occupa di calcio.
Il ritorno di Pepito
Ha spinto il pallone dentro la rete e non sembrava un gesto impossibile. Ma per chi da molti anni combatte contro la sfortuna, un po’ lo è stato. Rossi è tornato a segnare in serie A, cosa che non accadeva da quattro stagioni. In mezzo ha conosciuto il dolore, la fatica e la paura di un rumore. Crack, l’osso che si spezza, il ginocchio che si gira e sembra essere la fine. Rossi convive con quel timore, tenuto a bada dalla passione. Proprio per questo ogni suo gol non sarà mai banale. Le sue partite, ormai da tempo, sono atti d’amore.